_
set 30

societa.jpg

Le righe che seguono sono di Massimo Gramellini e sono apparse in Prima Pagina de “La Stampa”  il 30 Settembre 2008. Le condivido totalmente: un invito alla riflessione pacata in una Società che di pacato ha poco, una richiesta di Autorevolezza che deve coivolgere tutti, specie chi ha delle responsabilità dentro questa società, noi politici per primi.

Com’è la vita vista dalle telecamere interne di un supermercato? Più o meno così: due ragazzi di Padova accusati di aver rubato vengono aggrediti dal magazziniere, che ne afferra uno per il collo e lo sbatte sopra la cassa per riempirlo di sberle mentre i clienti continuano a cercare offerte fra gli scaffali.

Ai ladri siamo abituati. Agli indifferenti anche. E’ l’ira dei giustizieri il vero salto di qualità. La prima ad accorgersene è stata la fiction televisiva con Dexter, il serial killer che fa secchi gli assassini impuniti. E diventato un idolo , l’erede universale del “Giustiziere della notte” e del “ Borghese piccolo piccolo”. Il milanese di colore che rubava biscotti non è stato ucciso in quanto nero, ma perché rubava biscotti: ci si è buttati sul razzismo per non dover ammettere che la verità fa persino più paura.

Naturalmente non tutti aggrediscono il primo mascalzoncello che passa. Ciascuno reagisce in base all’indole. Lo Stato è nato proprio per tenere a bada i maneschi e gli iracondi. Oggi si sta spappolando  perché ha perso la forza della legge, al cui posto è cresciuta una percezione diffusa di impunità: impuniti il ladruncolo e lo spacciatore, ma impuniti anche l’Onorevole di Montecitorio e il Manager di Wall Street, la cui bramosia non frenata da regole ha prodotto il già tristemente mitico Duemilaotto, che passerà alla storia della finanza creativa come il ‘48  a quello delle monarchie assolute. 

Per questo chi chiede più stato per le strade e in economia non è un nostalgico dell’autoritarismo ma dell’autorevolezza, che è ben altra cosa.

MASSIMO GRAMELLINI 

Torna alla Pagina Principale

Scrivi un Commento