Il Presidente Napolitano a Mestre con un discorso di grande tensione morale e di straordinaria efficacia democratica ha posto con forza il tema del lavoro e del futuro dei nostri giovani.
La mancanza di una politica industriale degna di questo nome è particolarmente rilevante nel Veneto dove la crisi ha colpito duramente il sistema produttivo con i dati di disoccupazione giovanile allineati a quelli nazionali (un giovane su quattro è senza lavoro).
Per di più molti giovani sono fuori da qualsiasi tipo di impegno sia esso di formazione che lavorativo.
Di fronte a questo scenario preoccupante il Governo non riesce a far di meglio che litigare su tutto e a porre quale punto dirimente di rilancio della propria politica la questione del processo breve! Cosa che ovviamente non interessa certo coloro che stanno per finire i due anni di cassa integrazione o i disoccupati, o i giovani che, usciti da un sistema scolastico al collasso, non hanno alcuna prospettiva di occupazione.
Né abbiamo potuto apprezzare alcun segnale in questa direzione da parte del nuovo Governo Regionale del Veneto, ormai in carica da sei mesi. Nulla per il credito alle piccole e medie imprese, nulla per il consolidamento e rafforzamento del loro ruolo nel sistema globalizzato.
Insomma, dopo un’estate passata a discutere di appartamenti e ricatti di varia natura, l’autunno presenta il conto: purtroppo solo ai cittadini mentre il Governo Berlusconi, incapace di definire una politica industriale degna di questo nome, non si preoccupa nemmeno di sostituire il Ministro dello Sviluppo economico che ha dato le dimissioni 4 mesi fa, lasciando al loro destino le imprese in difficoltà con il carico di drammi umani che accompagnano queste crisi aziendali.



