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giu 10

La notizia non può essere derubricata come un semplice incidente di percorso.

Questa mattina la maggioranza di destra è stata battuta per ben due volte  sul provvedimento che riguarda il cosiddetto “Governo Clinico” . In origine l’obiettivo era l’introduzione di principi di qualità e competenza nella gestione della sanità nel nostro Paese ma, dopo  un anno di  discussione  in commissione, è stato stravolto dalla maggioranza riducendolo ad una banale modifica di istituti contrattuali riguardanti i Medici.  

Il voto dell’opposizione ha costretto il Governo al ritiro della proposta di legge.

Una prima riflessione sull’accaduto evidenzia la debolezza e l’ instabilità del Governo che, quando non impone il voto di fiducia, va regolarmente in crisi. E’ evidente che su molti temi  non c’è una visione comune,  i diversi punti di vista sulle azioni da intraprendere  vanno in rotta di collisione e a pagare è la capacità del Paese di avviare riforme adeguate ed incisive.  

Le assenze nella maggioranza ed il voto negativo per loro sono la riprova di un disagio interno molto grave. 

L’altra riflessione  riguarda invece il ruolo del Pd.

Quanto successo infatti non è frutto semplicemente dell’ incapacità della maggioranza di fare sintesi al suo interno, ma è stato anche grazie al lavoro del Pd che ha elaborato delle proposte che si sono rivelate vincenti.  Tra le più importanti vorrei sottolineare  quella di far tornare i Sindaci ad assumere un ruolo fondamentale nella programmazione politico sanitaria delle ASL, un progetto concepito secondo  una vera visione federalista che evidentemente ha mandato in crisi i rapporti all’interno della maggioranza.

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