_
feb 17

Qui di seguito riporto il testo dell’intervento che svolgerò nel pomeriggio alla Camera sul D.L. 195, relativo a norme che riguardano la Protezione Civile.

L’argomento è particolarmente di attualià, legato anche alle note vicende degli appalti per la costruzione dei siti per il G8 all’Isola della Maddalena dello scorso anno.

L’intervento rappresenta il mio personale contributo ad una discussione che ha visto il PD protagonista di una battaglia parlamentare molto dura e che ha costretto il Governo al ritiro delle parti del provvedimento più controverse.

In queste ore siamo impegnati in aula in un impegnativo lavoro per costringere il Governo a modificare la filsofia di impianto del provvedimento.

Vedremo nelle prossime ore l’esito di questo impegno: al momento registriamo con soddisfazione che la posizione del PD ha permesso di modificare in modo significativo il testo originario.

 

 ” La vicenda del decreto Legge 195 è l’emblema di un modo di intendere la produzione normativa nel nostro Paese dall’avvento del Governo Berlusconi nel 2008.

E’ l’emblema e, in qualche misura, il punto d’arrivo di un percorso che ha visto calpestati le più elementari regole nei rapporti parlamentari.

Avete forzato la mano al Parlamento su ogni questione, dalle blindature sulla finanziaria, ai Decreti approvati con il voto di fiducia, con i quali si introducevano ampie modifiche al nostro ordinamento sui temi più svariati, dalla privatizzazione dell’acqua, alla reintroduzione del nucleare, dal Lodo Alfano alle norme sul processo breve per finire  a quelle sul legittimo impedimento.

Il tutto senza mai neanche provare ad aprire un minimo dibattito in questa Aula, dove il confronto delle posizioni  è il sale della democrazia.

 

Ma siccome ormai avete deciso che la democrazia è una parola vuota, o meglio l’avete svuotata voi, non vi bastavano più nemmeno i richiami del Presidente della Repubblica, le bocciature della Corte Costituzionale, finanche le fastidiose esternazioni (per voi) del Presidente di questa Camera.

No, avevate bisogno di arrivare ad affermare una sorta di vostra intangibilità rispetto alle regole base della legittima convivenza in uno stato di diritto.

Guardate per alcuni aspetti, questo decreto, per come è uscito dal senato, sul piano degli effetti distorsivi sul nostro sistema di pesi e contrappesi, di regole e di efficacia del sistema, è ancora peggio dei lodi o dei legittimi impedimenti.

Si  perché  afferma il principio che ci sono comportamenti e regole facenti capo a determinati settori che sono fuori da ogni regola, da ogni giurisdizione: e ciò non vale più solo per il capo, il quale, siccome ha una marea di rogne per i suoi affari privati, costringe il Parlamento a trovare il modo, un settimana si e l’altra anche, di trovare una soluzione per i suoi guai giudiziari.

No vale anche per un sistema, scusate ma non mi viene una parola più appropriata, di potere che, visto che si è accreditato per efficienza ed efficacia negli anni, ora deve essere posto al riparo da ogni controllo e verifica del suo operato.

Insomma in questo Decreto ciò che era assolutamente grave, al di là della questione della Protezione Civile SPA, era l’idea stabilita dal comma 5 dell’articolo 3  che  non potessero essere intraprese azioni giudiziarie ed arbitrali nei confronti delle strutture commissariali che hanno operato nell’emergenza rifiuti.

E’ vero ci direte che con l’emendamento in Commissione avete  parzialmente modificato questo comma, come altri che rappresentavano l’essenza del provvedimento.

Non ci è sufficiente: non possono esistere deroghe al rispetto delle norme che valgono per tutti.

Ma questa cosa l’avete approvata al senato! Solo i fatti di questi giorni vi hanno costretto a far marcia indietro, solo l’azione forte e determinata del Partito Democratico vi ha costretto a dire non si può fare, solo l’onda montante di un’opinione pubblica che non ne può più dei privilegi di chi comanda fosse anche il Soldato Bertolaso, vi ha spinto in poche ore a dire che era meglio lasciare perdere.

Signor Sottosegretario ma perché porre al di fuori della legge la struttura? Cosa avevate da temere ?

Le regole già con le varie ordinanze la maggior parte erano state superate. Insomma il profilo della protezione civile non è più quello che si era configurato negli anni.

Il suo lavoro Dott. Bertolaso, aveva contribuito a renderlo certamente più operativo, ma nel tempo si è andata perdendo l’anima  popolare della protezione civile, fatta di quel mondo di volontari che si mettono al servizio delle proprie comunità in nome di principi di silenziosa e concreta solidarietà.

Ma cosa va a dire ai tanti sindaci con i quali lei ha collaborato proficuamente, che devono combattere ogni giorno con la burocrazia contabile del suo collega Tremonti, e che magari finiscono alla Corte dei Conti perché pagano i fornitori alla faccia del patto di stabilità, per evitare che quei fornitori falliscano e trascinino con loro centinaia di dipendenti e le loro famiglie nel baratro della disoccupazione?

Che Lei e i suoi collaboratori (ieri in commissione ha ripetutamente usato la parola miei, lo so funziona così ma vorrei che fossero nostri) potete fare tranquillamente la qualunque cosa, tanto da non dovere rendere conto a nessuno?

Vi rendete conto che mentre noi impegniamo il Parlamento in queste discussioni, il paese reale, deve combattere contro leggi che ogni giorno rendono la vita difficile ai cittadini normali, agli amministratori di piccoli Comuni che per garantire il funzionamento dello scuolabus devono fare i salti mortali e qui voi decidete che in nome delle emergenze potete fare quello che volete.

Ma dateli ai Sindaci questi strumenti. E vedrete che se qualcuno fa il furbo arrivano subito i loro cittadini a presentargli il conto (in tutti i sensi).

E poi sulla stabilizzazione del personale della protezione civile l’ennesima deroga, l’ennesimo strappo alle regole, che vedono, se va bene, un numero enorme di persone mantenute in stato di precarietà dallo stato, e se va male lasciate a casa.

Lei lo sa che ci sono interi settori della Pubblica Amministrazione in condizione di precarietà da anni, cha al massimo ottengono la proroga del contratto per periodi determinati. Penso ai dipendenti dell’ISPRA che hanno dovuto stare sui tetti dell’Istituto per un mese perchè qualcuno si preoccupasse di loro, oppure i dipendenti del Ministero della Sanità (Medici, Medici Veterinari Biologi) assunti per affrontare le emergenze sanitarie e mai stabilizzati. Sono emergenze di serie B o sono persone di serie B, o semplicemente non sono “miei” ???

E ancora, con quali criteri si fa rientrare dentro le emergenze e la protezione civile l’Articolo 17. Lei lo sa meglio di me: il nostro è un Paese con gravissimi problemi di rischio idrogeologico. Molto estesi. Orbene siccome il Paese è così, per affrontare questa situazione la soluzione è un Commissario?  Noi pensiamo al contrario che gli interventi in questo settore debbano nascere non solo dalle emergenze drammatiche come quelle di queste ore nel sud del Paese, ma da un adeguato e sostenuto, sul piano finanziario,  programma di interventi atti a sanare una degli elementi di vera arretratezza del nostro Paese.

 E infine basta all’uso della Protezione Civile per i grandi eventi: cosa c’entra con la gestione delle emergenze la costruzione degli edifici per il G8 alla Maddalena, quella dei Mondiali di nuoto a Roma o la Vuitton Cup ?

In ogni situazione. Finanche per la realizzazione urgente di istituti carcerari in deroga ai Piani Urbanistici e evitando le procedure comuni del codice degli appalti.

Ma sugli appalti, intervenite sul codice e rendetelo più snello e meno vincolistico, tenendo presente le Direttive Comunitarie sul tema. 

C’è il rischio di una deriva culturale che porti alla fine all’idea salvifica dell’uomo solo al comando.

E’ questo a ben vedere il sottile filo conduttore che teneva insieme questo provvedimento e che voleva che la protezione civile potesse diventare lo strumento per qualsiasi intervento sul quale il Governo a sua discrezione riteneva fosse necessario bypassare le regole.

 Il culmine veniva raggiunto con l’articolo 15 e istituzione della Protezione Civile Spa approvato dal senato e stralciato in Commissione Ambiente.

 Le vicende che hanno coinvolto la protezione civile in questi anni, alcune dolorose come il terremoto dell’Aquila, altre più scivolose come il caos rifiuti in Campania, ci hanno detto che si può rispondere alle emergenze del Paese con efficacia senza derogare ai principi di amministrazione trasparente questo è avvenuto utilizzando il Dipartimento di Protezione Civile

 Noi vogliamo continuare a permettere che questo avvenga nel rispetto delle regole, in modo trasparente a garanzia dell’efficacia e delle azioni della Protezione Civile.

Oggi la parziale marcia indietro del Governo sui  temi sopra ricordati, mentre ridimensiona gli effetti concreti di questo provvedimento sull’architettura amministrativa della Protezione Civile, non ne modifica il profilo  che con esso si vuole introdurre.

Insomma si crea in qualche misura una struttura che è da un lato meramente operativa (il Dipartimento di Protezione Civile) e dall’altro è tutta politica con il conferimento di ampie deroghe al sottosegretario membro Governo.

Ecco perché pensiamo che ulteriori modifiche  debbono essere introdotte nel provvedimento, proprio per correggerne non tanto e non solo la deriva privatistica, ma soprattutto il profilo culturale.

Su questo in questi giorni chiediamo un ripensamento al Governo: per le cose dette la protezione civile è un patrimonio dei tanti cittadini ( 1 milione e 300.000 volontari) e delle tante persone che in diversi ruoli (i vigili del Fuoco i funzionari della protezione civile) hanno contribuito a renderla così popolare.

Non permetteremo che le manie di onnipotenza di chi ci governa  e il suo desiderio di essere oltre le regole, sporchino un pezzo di Italia generosa e pulita a cui tutti hanno creduto e contribuito.

Torna alla Pagina Principale

Scrivi un Commento