Un vero e proprio dramma per i dipendenti della Nuova Pansac spa e per il tessuto sociale della nostra Provincia in modo particolare: 501 in lista di mobilità su un totale di 844.
Chiuderanno gli stabilimenti di Milano, Mantova, Portogruaro, Ravenna, a Bergamo licenziati 52 su 80, a Mira 215 su 484, a Marghera 23 su 69.
Un buco di 180 milioni di euro dovuto non alla mancanza di commesse, tutt’altro, ma ad investimenti errati, sprechi, sponsorizzazioni calcistiche per 5 milioni di € nel 2009 all’Associazione Calcio Mantova di cui il Presidente della Pansac, dr. Fabrizio Lori, è anche presidente.
Dal piano finanziario elaborato dalla Nuova Pansac sono chiare le intenzioni di portare al depauperamento degli stabilimenti per poi venderli a pezzi. L’attuazione del piano industriale, una decisione rapida e unilaterale, ha colto di sorpresa lavoratori, ammistratori e sindacati. A niente sono valsi gli interventi delle Istituzioni a tutti i livelli, neppure Confindustria è stata interpellata. Era stato fatto un incontro a Roma col Ministro per lo sviluppo economico, un vertice in Provincia, un’interrogazione parlamentare e programmato un nuovo tavolo ministeriale a Roma per martedì prossimo.
Cliccando sul nome puoi leggere il testo del “Documento unitario per il rilancio della Nuova Pansac” firmato dalle Istituzioni (Amministratori e Parlamentari del PD in prima fila) e dai sindacati che manifestano la loro contrarietà al piano finanziario ed industriale della spa e che propongono un piano di rilancio compatibile con le necessità di far ripartire l’azienda e con la tutela del lavoro delle persone.
Le istituzioni si stanno attivando per fermare la procedura di mobilità e faranno il possibile per aiutare e lavoratori e le loro famiglie.
Dopo la giornata di ieri, nella quale ho partecipato alla mobilitazione dei lavoratori prima a Mira e poi a Portogruaro, stamattina sono stato nello stabilimento di Portogruaro a incontrare i lavoratori e i loro rappresentanti.
In questo incontro ho avuto modo di evidenziare da un lato la necessità che il territorio del Veneto Orientale tutto, in primis la Conferenza dei Sindaci, si faccia carico di questa gravissima situazione che va a sommarsi alle crisi aziendali del Linificio di Fossalta e della Acco, e dall’altro che la Regione Veneto entri in campo in tutto il suo peso politico e finanziario per offrire soluzioni concrete a questa drammatica crisi.
Il prossimo momento di verifica della situazione è fissato quindi per martedì 18 maggio a Roma presso il Ministero delle Sviluppo Economico.


