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mar 17

I parlamentari veterinari Gianni Mancuso (PDL) e Rodolfo Viola (PD) sono stati ricandidati alla Camera dei Deputati. Al voto del 13 e 14 aprile si ripresenteranno con il comune intento di valorizzare la professione veterinaria all’interno delle istituzioni, proseguendo un cammino parlamentare avviato, rispettivamente, in Commissione Affari Sociali e in Commissione Lavoro. “Io penso – dichiara Rodolfo Viola- che il lavoro che ci aspetta ancora per fare in modo che la Veterinaria occupi il ruolo sociale che da sempre le spetta, sia ancora molto ed impegnativo. Dopo solo 20 mesi di lavoro – prosegue – è parsa evidente l’ impossibilità di governare in maniera coesa e coerente: non è più il momento delle analisi e delle dietrologie politiche. Sono stati mesi impegnativi che mi hanno visto impegnato, per la prima volta in Parlamento, a conoscere e a metabolizzare i meccanismi della politica romana. In questo lavoro ho cercato comunque di tenere tra i miei principali obiettivi la valorizzazione del ruolo del Medico Veterinario nella società attivandomi sia nel dibattito interno alla categoria che con il lavoro in Parlamento ( stabilizzazione dei Medici Veterinari precari del Ministero della Salute ad esempio). Questo non per una difesa d’ufficio, ma per la forte convinzione che la nostra categoria, nelle sue svariate modalità di realizzazione, può rappresentare anche oggi, in una società in rapidissima e travolgente trasformazione, un punto di riferimento nel mondo delle professioni intellettuali”. Dai banchi dell’opposizione, anche Gianni Mancuso ritiene “sui temi di nostro interesse ci sono ancora tanti problemi irrisolti e progetti non conclusi”. In caso di riconferma, Mancuso dichiara che il suo impegno sarà rivolto in particolare a: contenimento della piaga del precariato professionale; riduzione dei troppi laureati che stentano a trovare dignitosa collocazione nel mondo della professione; uscire dalla palude ECM, nella quale non esiste sanzione, non esiste sgravio fiscale, e troppi giorni sono sottratti all’attività professionale; riforma delle professioni intellettuali; attenuazione dei danni recati alla professione dagli studi di settore e dalla falsa liberalizzazione imposta da Bersani.Dalla riforma delle professioni al ruolo dei Medici Veterinari nella Sanità Pubblica (anche con la definitiva stabilizzazione dei troppi precari della Sanità Pubblica Veterinaria), passando attraverso una razionalizzazione del sistema Università, Rodolfo Viola è del parere che si debba “presentare un progetto coeso tra i diversi mondi della Veterinaria che ci permetta di essere protagonisti positivi nella nostra società. Penso – dice- ad un sorta di “Patto per la Veterinaria” nel quale tutti assieme, l’Ordine Professionale, il sistema universitario, i Veterinari Liberi Professionisti, i Veterinari Dipendenti Pubblici e le tante società scientifiche che ne animano il dibattito culturale e di aggiornamento, devono indicare il modello di veterinaria per il futuro”. 

mar 15

Il  13 e 14 Aprile il nostro Paese torna al voto.

 

Dopo solo 20 mesi di lavoro è parsa evidente l’ impossibilità di governare in maniera coesa e coerente: non è più il momento delle analisi e delle dietrologie politiche.

 

Sono stati mesi impegnativi che mi hanno visto impegnato, per la prima volta in Parlamento, a conoscere e a metabolizzare i meccanismi della politica romana.

 

In questo lavoro ho cercato comunque  di tenere tra i miei principali obiettivi la valorizzazione del ruolo del Medico Veterinario nella società attivandomi sia nel dibattito interno alla categoria che con il lavoro in Parlamento ( stabilizzazione dei Medici Veterinari precari del Ministero della Salute ad esempio).

 

Questo non per una difesa d’ufficio, ma per la forte convinzione che la nostra categoria, nelle sue svariate modalità di realizzazione, può rappresentare anche oggi, in una società in rapidissima e travolgente trasformazione, un punto di riferimento nel mondo delle professioni intellettuali.

 

Abbiamo un curriculum universitario impegnativo che proprio per questo rappresenta la forza dei colleghi che, uscendo dall’Università, hanno però il diritto di trovare una giusta e adeguata collocazione nel mondo della professione.

 

Io penso che il lavoro che ci aspetta ancora per fare in modo che la Veterinaria occupi il ruolo sociale che da sempre le spetta, sia ancora molto ed impegnativo: dalla riforma delle professioni al ruolo dei Medici Veterinari nella Sanità Pubblica (anche con la definitiva stabilizzazione dei troppi precari della Sanità Pubblica Veterinaria), passando attraverso una razionalizzazione del sistema Università noi dobbiamo presentare un progetto coeso tra i diversi mondi della Veterinaria che ci permetta di essere protagonisti positivi nella nostra società.

 

Penso in sostanza ad un sorta di “Patto per la Veterinaria” nel quale tutti assieme, l’Ordine Professionale, il sistema universitario, i Veterinari Liberi Professionisti, i Veterinari Dipendenti Pubblici e le tante società scientifiche che ne animano il dibattito culturale e di aggiornamento, devono indicare il modello  di veterinaria per il futuro. Sapendo che le realtà sopra citate stanno assieme in un delicato equilibrio, e che nessuna di queste può pensare di valorizzare il proprio ruolo  a danno degli altri.

 

Per questi motivi, oltre naturalmente perché credo fermamente nel progetto del Partito Democratico, per il quale sono candidato nel Collegio Veneto 2 per la Camera dei Deputati,  resto a disposizione della Veterinaria, di quella realtà  che ancora oggi considero la mia Professione, il mio mondo.

 

Con la stessa passione e curiosità intellettuale che hanno informato il mio impegno professionale prima e quello politico adesso.