_
giu 23

Il sottosegretario Martini ha risposto oggi in commissione all’interrogazione che ho presentato il mese scorso e che riprendeva un’analoga interrogazione che non aveva mai avuto risposta del Marzo 2009.

Come temevo la risposta del Governo è stata assolutamente incompleta: i dati forniti dalle regioni non permettono purtroppo una verifica puntuale della situazione del randagismo nel nostro Paese.

Allo stesso tempo penso che il Ministero a livello centrale abbia il dovere di avere le informazioni più complete possibili per poter poi governare il fenomeno e portare le necessarie modifiche legislative: i dati riferiti dal Sottosegretario sui canili rifugio nella Regione Sicilia sono datati al 2007.

Inoltre dai dati dell’Anagrafe Nazionale non è possibile ricavare ad esempio il numero dei cani randagi che dai canili rifugio vengono dati in affidamento.

Insomma pur apprezzando la disponibilità del Sottosegretario riteniamo che anche in vista delle importanti modifiche legislative che si vogliono apportare alla normativa vigente sia necessaria una più puntuale ricognizione sullo stato dell randagismo.

Le audizioni dei vari soggetti interessati che abbiamo richiesto in Commissione Affari Sociali (Associazioni di Volontariato,  Ordine dei Medici Veterinari, Sindacati dei Medici Veterinari, Associazioni di Professionisti) potranno fornire un’utile integrazione per una visione di sistema del problema.

ott 01

latte-in-polvere.jpgSanità. Viola, governo non garantisce controlli su latte cinese  

  “Il governo promette maggiori controlli alle frontiere sulle importazioni di latte in polvere dalla Cina ma non garantisce l’assunzione di chi dovrebbe eseguire questi controlli”.Così l’on. Rodolfo Viola, deputato del Pd, commentando l’audizione in commissione Affari sociali del sottosegretario alla Sanità Francesca Martini.

“Ancora una volta un ministro contraddice un suo collega di governo – prosegue Viola -. Se il sottosegretario Martini annuncia maggiori controlli sulle importazione di latte dalla Cina, il suo collega Brunetta non garantisce la stabilizzazione degli addetti che dovrebbero fare i controlli stessi. Le verifiche alle frontiere delle merci importate sono garantiti dal personale degli uffici veterinari di confine, oltre che dal Sistema di controllo delle Asl, assunti con contratto a termine fino al 31 dicembre. Dopo quella data, in base a quanto stabilito dal ministro della Funzione pubblica, non verranno rinnovati i contratti e così non potranno essere più assicurati i controlli alle frontiere. Questo personale sanitario fra l’altro è assunto tramite graduatorie alle quali hanno accesso con selezione pubblica, rispondendo così ai criteri di Brunetta. I ministri prima di parlare, si mettano d’accordo fra loro, in particolare quando è in gioco la salute degli italiani”.

Roma, 1° ottobre 2008  

lug 22

medici-in-corsia.jpgNella discussione in corso in aula per l’approvazione del D.L. 112, il Governo ha posto per l’ennesima volta la questione di fiducia.

 

Il tentativo evidente è quello di non discutere con l’opposizione i contenuti di un decreto che taglia in maniera massiccia servizi essenziali per i cittadini: in modo particolare sulla sicurezza e sulla sanità con interventi indiscriminati sul personale e sulle risorse, senza peraltro incidere minimamente sui problemi delle famiglie afflitte dal basso potere d’acquisto dei salari, problema che invece il PD voleva venisse affrontato subito visto che le risorse c’erano (il famoso tesoretto era destinato proprio a questo).

 

Ma era più urgente risolvere i guai giudiziari del premier.

Solo che adesso nei guai ci sono i cittadini italiani!

Nella sezione documenti si può trovare l’Ordine del Giorno che ho presentato a favore della stabilizzazione dei Medici Veterinari precari del Ministero della Salute e l’intervento che ho svolto in aula per illustrarlo: è un caso emblematico di come non si possa fare di tutta un erba un fascio e che chi ha il dovere di decidere deve farlo con cognizione di causa.

Mai come questa volta si tratta di un problema che non riguarda una

singola categoria ma l’interesse complessivo della salute degli italiani, vittima quest’ultima, come tante altre questioni, di questo decreto omnibus senza capo nè coda.