Nei giorni della campagna referendaria molti esponenti politici, compresi noi, tendevano a sviluppare le proprie tesi evitando di caricare i quesiti referendari di eccessivi significati politici.
I temi in discussione d’altro canto ben si prestavano ad una lettura di questo tipo e sono convinto che, al di là delle tattiche contingenti, così andava fatto: avvicinare i cittadini, spiegare i quesiti nel merito, fare in modo che andassero a votare.
Il raggiungimento del quorum del 50%, per nulla scontato fino all’ultimo, rappresenta un successo di chi si è speso per l’eliminazione delle norme sottoposte a quesito.
Ma proprio per il fatto che quelle norme sono frutto dell’azione del Governo in carica, rappresentano in modo altrettanto inequivocabile un segnale di sfiducia pesante dell’elettorato nei suoi confronti: un elettorato assolutamente trasversale che, su questioni fondamentali per il futuro della nostra società, boccia le politiche sviluppate fino ad ora dalla destra che governa.
Il PD su questi temi non si è limitato a dire di no, ma ha depositato in Parlamento proposte di legge per dire concretamente che esiste un’alternativa credibile in questo Paese.
C’è infine un altro dato significativo che emerge da questa consultazione referendaria che vorrei evidenziare.
Chi fosse stato ai seggi in questi due giorni ha potuto vedere che a votare, soprattutto nelle ore iniziali, quelle che dovevano indicare la tendenza della partecipazione al voto, erano soprattutto i giovani.
La grande mobilitazione avvenuta su internet tramite i social network, ha vinto il boicottaggio messo in campo dalle grandi reti televisive (Rai e Mediaset in testa) superando per la prima volta il condizionamento fortissimo che queste hanno svolto in questi anni nella politica nazionale. Un po’ come è accaduto nei Paesi del Mediterraneo investiti dalla primavera araba.
Penso che tutti noi dovremo fare sempre di più i conti con questi fenomeni, seguirli con attenzione e, come è successo in questo caso, riuscire a sviluppare informazione trasparente per una consapevole e responsabile partecipazione al voto.