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ott 06

Delle due l’una: o la Presidente Zaccariotto non conosce il territorio e non sa che il Parlamentare del Pd Rodolfo Viola residente a Ceggia è eletto al Parlamento Italiano e non a Bruxelles  e in tale veste opera ormai da più di 5 anni sul territorio o non legge quello che Le scrivono i suoi addetti stampa che poi firma.

 In entrambi i casi c’è da preoccuparsi se un Presidente di Provincia non conosce le cose minime di casa sua.

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lug 07

I deputati: “un voto favorevole avrebbe dato segno di un Pd impegnato per l’innovazione” .
 
Così i deputati veneziani del PD, Andrea Martella, Rodolfo Viola,  Delia Murer e  Pier Paolo Baretta, spiegano la loro posizione sul voto alla Camera sul provvedimento.

“Noi eravamo per votare con le altre forze dell’opposizione a favore dell’abolizione delle Province, prendendo, inoltre, le distanze dalla maggioranza che proprio in questi giorni ha presentato un’inaccettabile manovra economica.
Pur avendo espresso questo orientamento nell’assemblea del gruppo, ci siamo, al momento del voto, ovviamente, attenuti alle decisioni del gruppo del PD”.

“E’ giusto chiarire che l’emendamento sul quale si e’ votato  non aboliva le province, ma era solo l’avvio di un lungo iter costituzionale; non prevedeva la destinazione delle competenze e dei dipendenti, non chiariva i ruoli delle Regioni e dei Comuni…era, insomma, una norma “bandiera”.

“Ciononostante noi eravamo convinti che col proprio voto favorevole il Pd avrebbe dato il segno di un forte impegno  per l’innovazione in politica, evitando una battuta d’arresto su questo fronte, come l’astensione rischia di apparire.
Il Pd deve cambiare passo su questi argomenti, sui quali sono gia’ depositate proposte di legge del gruppo. Chiediamo sin da subito la loro calendarizzazione nei lavori d’aula.”

“La nostra posizione – concludono Viola, Martella,  Murer e  Baretta – è tanto più rafforzata dal fatto che nei mesi scorsi abbiamo presentato una proposta di legge per abolizione della Provincia di Venezia e per l’istituzione della Città Metropolitana”.

giu 14

Nei giorni della campagna  referendaria molti esponenti politici, compresi noi, tendevano a sviluppare le proprie tesi evitando di caricare i quesiti referendari di eccessivi significati politici.

I temi in discussione d’altro canto ben si prestavano ad una lettura di questo tipo e sono convinto che, al di là delle tattiche contingenti, così andava fatto: avvicinare i cittadini, spiegare i quesiti nel merito, fare in modo che andassero a votare.

Il raggiungimento del quorum del 50%, per nulla scontato fino all’ultimo, rappresenta un successo di chi si è speso per l’eliminazione delle norme sottoposte a quesito.

Ma proprio per il fatto che quelle norme sono frutto dell’azione del Governo in carica, rappresentano in modo altrettanto inequivocabile un segnale di sfiducia pesante dell’elettorato nei suoi confronti: un elettorato assolutamente trasversale che, su questioni fondamentali per il futuro della nostra società, boccia le politiche sviluppate fino ad ora dalla destra che governa.

Il PD su questi temi non si è limitato a dire di no, ma ha depositato in Parlamento proposte di legge per dire concretamente che esiste un’alternativa credibile in questo Paese.

C’è infine un altro dato  significativo che emerge da questa consultazione referendaria che vorrei evidenziare.

Chi fosse stato ai seggi in questi due giorni ha potuto vedere che a votare, soprattutto nelle ore iniziali, quelle che dovevano indicare la tendenza della partecipazione al voto, erano soprattutto i giovani.

La grande mobilitazione avvenuta su internet tramite i social network, ha vinto il boicottaggio messo in campo dalle  grandi reti televisive (Rai e Mediaset in testa) superando per la prima volta il condizionamento fortissimo che queste hanno svolto in questi anni nella politica nazionale. Un po’ come è accaduto nei Paesi del Mediterraneo investiti dalla primavera araba.

Penso che tutti noi dovremo fare sempre di più i conti con questi fenomeni, seguirli con attenzione e, come è successo in questo caso, riuscire a sviluppare informazione trasparente per una consapevole e responsabile partecipazione al voto.