Come abbiamo ripetutamente affermato in precedenti occasioni la TAV è un’opera strategica per il Paese e per il sistema Nord Est in particolare.
Dopo quanto è accaduto in Val di Susa, è stato un fallimento della politica regionale aver alimentato la polemica sul tracciato per più di un anno e mezzo, negando prima l’esistenza del tracciato balneare per ripiegare poi sullo studio di un’altra ipotesi, dopo la sollevazione degli Enti Locali.
Oggi, su indicazione del Commissario Mainardi, si sta sostanzialmente valutando l’ipotesi di un quadruplicamento dell’attuale Linea Ferroviaria con l’esclusione del nodo di Tessera quale nodo di scambio.
Tenendo conto che il ruolo di Hub del sistema dei trasporti è insito nella posizione della Città Lagunare (Porto, Aereporto e Ferrovia devono essere integrati) aspettiamo di conoscere quanto verrà proposto, ma da subito vanno evidenziati due elementi di criticità all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica territoriale.
Si sta ripetendo l’errore originario e cioè di non coinvolgere le Amministrazioni locali. Non è pensabile che il Commissario nominato 8 mesi fa abbia acconsentito solo ora di incontrare i Sindaci e sulla pressione dei Comuni che avevano visto arrivare sui propri territori le aziende che dovevano svolgere le indagini geologiche su quel tracciato.
Perché in questi mesi il Commissario non ha sentito tutte le amministrazioni del territorio per verificare ipotesi e soluzioni alternative sulle quali poi dare l’incarico ad Italferr?
Gli ricordo che tutto il Veneto Orientale ai sensi della Legge Regionale 16/93 è rappresentato dalla Conferenza dei Sindaci che deve esprimere parere preventivo obbligatorio sulle opere infrastrutturali che lo attraversano.
Solo così si potrà evitare una nuova fase di scontro che già si intravvede all’orizzonte.
La seconda criticità riguarda l’aspetto economico: da un lato l’Assessore Chisso dice che al momento non c’è un Euro per quest’opera e chissà quando se ne parlerà. Dall’altro il Commissario Mainardi ci fa sapere che una delle maggiori criticità del tracciato litoraneo è rappresentata dall’elevato costo legato alla maggior lunghezza di quel progetto.
Su una cosa è bene essere chiari: se si vuole realizzare un’opera di questa portata, che dovrebbe diventare volano di sviluppo per il Paese e per il Nord Est, questa però non può scaricare tutti gli effetti negativi dal punto di vista ambientale solo sulla parte di attraversamento di questo territorio.
Questi effetti vanno assolutamente mitigati e se possibile annullati prevedendo le necessarie opere come ad esempio il passaggio in tunnel per l’attraversamento dei centri abitati più intensamente abitati senza usare eventuali argomentazioni di tipo economico per non realizzarli.
Su questi temi abbiamo prodotto studi e analisi dei costi (che sono a disposizione del Commissario e della Regione se volessero prenderne buona nota) che ci dicono che la cosa è possibile.
Sviluppo sostenibile significa allora non dare più importanza ad una delle due parole (il sostantivo o l’aggettivo) come dice Mainardi ma farle convivere nell’interesse dei territori e dei cittadini interessati: questo è il compito della buona politica e di una amministrazione efficace a proposito della quale restiamo ancora in attesa di capire chi pagherà i milioni di euro buttati per la progettazione preliminare del tracciato litoraneo.


