_
feb 15

Come abbiamo ripetutamente affermato in precedenti occasioni la TAV è un’opera strategica per il Paese e per il sistema Nord Est in particolare.

Dopo quanto è accaduto in Val di Susa, è stato  un fallimento della politica regionale aver alimentato la polemica sul tracciato per più di un anno e mezzo, negando prima l’esistenza del tracciato balneare per ripiegare poi sullo studio di un’altra ipotesi, dopo la sollevazione degli Enti Locali.

Oggi, su indicazione del Commissario Mainardi, si sta sostanzialmente valutando l’ipotesi di un quadruplicamento dell’attuale Linea Ferroviaria con l’esclusione del nodo di Tessera quale nodo di scambio.

Tenendo conto che il ruolo di Hub del sistema dei trasporti è insito nella posizione della Città Lagunare (Porto, Aereporto e Ferrovia devono essere integrati) aspettiamo di conoscere quanto verrà proposto, ma da subito vanno evidenziati due elementi di criticità  all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica territoriale.

 Si sta ripetendo l’errore originario e cioè di non coinvolgere le Amministrazioni locali. Non è pensabile che il Commissario nominato 8 mesi fa  abbia acconsentito solo ora di incontrare i Sindaci   e sulla pressione dei Comuni che avevano visto arrivare sui propri territori le aziende che dovevano svolgere le indagini geologiche su quel tracciato.

Perché in questi mesi il Commissario non ha sentito tutte le  amministrazioni del territorio per verificare ipotesi e soluzioni alternative sulle quali poi dare l’incarico ad Italferr?

Gli ricordo che tutto il Veneto Orientale ai sensi della Legge Regionale 16/93  è rappresentato dalla Conferenza dei Sindaci che deve esprimere parere preventivo obbligatorio sulle opere infrastrutturali che lo attraversano.

Solo così si potrà evitare una nuova fase di scontro che già si intravvede all’orizzonte.

La seconda criticità riguarda  l’aspetto economico: da un lato l’Assessore Chisso dice che al momento non c’è un Euro per quest’opera e chissà quando se ne parlerà. Dall’altro il Commissario Mainardi ci fa sapere che una delle maggiori criticità del tracciato litoraneo è rappresentata dall’elevato costo legato alla maggior lunghezza di quel progetto.

Su una cosa è bene essere chiari: se si vuole realizzare un’opera di questa portata,  che dovrebbe diventare volano di sviluppo per il Paese e per il Nord Est, questa però non può scaricare tutti gli effetti negativi dal punto di vista ambientale solo sulla parte di attraversamento di questo territorio.

Questi effetti vanno assolutamente mitigati e se possibile annullati prevedendo le necessarie opere come ad esempio il passaggio in tunnel per l’attraversamento dei centri abitati più intensamente abitati senza usare eventuali argomentazioni di tipo economico per non realizzarli.

Su questi temi abbiamo prodotto studi e analisi dei costi (che sono a disposizione del Commissario e della Regione se volessero prenderne buona nota) che ci dicono che la cosa è possibile.

Sviluppo sostenibile significa allora non dare più importanza ad una delle due parole (il sostantivo o l’aggettivo) come dice Mainardi ma farle convivere nell’interesse dei territori e dei cittadini interessati: questo è il compito della buona politica e di una amministrazione efficace a proposito della quale restiamo ancora in attesa di capire chi pagherà i milioni di euro buttati per la progettazione preliminare  del tracciato litoraneo.

 

feb 07

“Va accolto positivamente il verbale d’accordo siglato oggi al Mise tra l’azienda le O.O.S.S. e le istituzioni locali e nazionali.”
Così si è espresso l’ On.le Rodolfo Viola che ha partecipato oggi alla trattativa presso il Mise.
“A due mesi dall’inizio della vertenza é il primo segnale di confronto vero e va registrato con soddisfazione . A ciò si aggiunga la annunciata disponibilità di un imprenditore ad aprire una seria trattativa per subentrare all’attuale proprietà .
Va verificata subito la bontà di tale proposta e fatto ogni passo utile da parte dei soggetti firmatari perché si concretizzi” ha concluso l’On. le Viola.

feb 01

Dopo più di tre mesi dalle dichiarazioni dell’Assessore Chisso e del Commissario Mainardi sulla possibilità di verificare soluzioni alternative alla Tav, l ‘unica cosa che emerge è la prosecuzione di attività connesse al progetto litoraneo  (indagini geologiche).

Proprio per questo l’ On.le Rodolfo Viola, assieme ai parlamentari del Pd Baretta, Murer, Martella e Rubinato, ha presentato in ‘interrogazione per conoscere lo stato dell’arte della situazione.

Ha Affermato l’On.le Viola:

“Pare incredibile che dopo tanto tempo nessuno abbia avuto modo di formalizzare si Sindaci interessati ( quasi tutti della Provincia di Venezia) se realmente si sta procedendo e in quale modo ad una revisione del progetto”.
Avevamo plaudito alle pubbliche affermazioni di Chisso e Mainardi che parlavano di studi di comparazione , ma dopo tutto questo tempo è necessaria la chiarezza su tempi e modi di intervento”.

Ha aggiunto l’On. Le Viola

“L’asserita mancanza di risorse per svolgere questo lavoro da un lato e l’effettuazione di indagini geologiche su un progetto che dovrebbe essere abbandonato testimoniano della sufficienza con la quale si gestisce la cosa pubblica e fanno sorgere ragionevoli dubbi sulla reale volontà dell’amministrazione regionale di proseguire realmente su questa via”.
“Ecco perchè , oltre ad una doverosa e rapida convocazione e informativa ai Sindaci interessati ( non doveva essere la Presidente Zaccariotto a far il Coordinamento ?) è necessario fare chiarezza immediatamente sulle reali volontà e atti formali fin qui compiuti  in questa delicata vicenda.” ha concluso l’On. le Viola.