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giu 09

mag 05

mar 19

Le dichiarazioni alla stampa da parte  del Segretario regionale del PD Rosanna Filippin sulla fuoriuscita di Andrea Causin, certificano per l’ennesima volta la difficoltà del PD Veneto a comprendere  quanto sta accadendo.

Non condivido la scelta di Andrea Causin: ho fatto con lui tratto di strada  politica, l’ho sostenuto con lealtà in molte occasioni, ma penso che in questo momento  la partita vada giocata  nel PD, anche per rispetto dei tanti che hanno condiviso con noi molte scelte e molte battaglie e che non vanno delusi.

Ma risolvere la questione come un banale tradimento, alimentare i sospetti di chissà quali scenari anziché interrogarsi sulla portata di questo scelta esprimono una superficialità politica allarmante.

Già nella Direzione Regionale del PD del 29 Dicembre 2010 avevo segnalato la mancanza di un confronto interno dopo le  dimissioni di Causin, date in ottobre, da Vice Segretario regionale .

Nessuna risposta, nessuna discussione. E nemmeno dopo la fuoriuscita del Consigliere Regionale  Diego Bottacin e del Senatore Maurizio Fistarol.

Ma è mai possibile che nessuno del gruppo dirigente regionale senta la necessità di interrogarsi se le cose che vengono dette  sono fantasie o corrispondano a realtà?

Ma si può continuare ad alimentare un progetto che vede rinchiudersi il PD sempre più con un profilo di parte, incapace di allargare la sua offerta politica ai soggetti sociali del panorama politico ed economico attuale che sta cambiando ed è cambiato rispetto a quello a cui facevano riferimento i vecchi partiti della sinistra? Come riprendiamo il dialogo con i mondi delle partite IVA , artigiani, commercianti professionisti? Riusciamo a pensare senza problemi ad esempio  che sul testamento biologico sia naturale lasciare libertà di coscienza senza che questa cosa crei mal di pancia, che le scuole paritarie cattoliche, specie nel nostro Veneto, sono una preziosa risorsa e non un concorrente sleale? E soprattutto riusciamo a declinare queste cose in provvedimenti e atti concreti?

Oggi il PD è certamente diverso da come l’avevamo immaginato ma, proprio per questo, prima di gettare la spugna, vogliamo provare a cambiare. Il mondo è cambiato ce lo dicono i nostri giovani, allora il profilo del Pd per essere riformista e vincere deve interpretare questo nuovo mondo senza paure o stereotipi di antiche memorie.

Molti dirigenti, militanti ed elettori ci hanno già lasciato. Non possiamo continuare così,  pena il fallimento del progetto.

On.le Rodolfo Viola

Parlamentare PD

Venezia 19 Marzo 2011