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giu 24

Mentre scrivo queste righe sono le 3 di mattina ( o di notte fate voi) del 24 Giugno 2010. Dalle 17,00 di ieri pomeriggio siamo in seduta fiume per discutere del decreto sugli Enti Lirici.

Dopo un lungo braccio di ferro in aula e in commissione  con il Governo, il PD ha ottenuto significativi e decisivi cambiamenti al testo approvato dal Senato: questi risultati hanno permesso che la cosa potesse trovare il suo ambito di discussione naturale in aula. Per questo la maggioranza non ha riproposto l’ennesimo voto di fiducia e ha accettato il confronto.

Numerosi  gli emendamenti proposti dal PD accolti dal Governo:

  • ripristino della contrattazione a livello di Enti Lirici;
  • ricoinvolgimento dei soggeti privati quali finanziatori accanto agli enti pubblici;
  • soppressione dei tetti per i cachet per gli artisti per rendere più competitive  le fondazioni;
  • autonomia e responsabilità sui bilanci dei sopraintendenti;
  • concorso delle Regioni nella programmazione degli spettacoli dal vivo
  • rinvio del blocco dell’attività autonoma per i dipendenti degli enti lirici;
  • soppressione del taglio del 25 % del trattamento economico aggiuntivo dei dipendenti.

Nonostante gli importanti risultati ottenuti dal PD, l’IDV ha ritenuto di proseguire con un atteggiamento ostruzionistico, che invece non ha ottenuto alcuna modifica da parte del Governo e dovendo il Decreto passare poi nuovamente al Senato entro Martedì prossimo per l’approvazione definitiva si sta proseguendo ad oltranza.

Il PD non ha cambiato la propria idea negativa sul complesso del provvedimento, ma la discussione in aula, una volta tanto, pare comunque un utile momento di confronto e di dibattito. 

Per questo e per gli importanti risultati ottenuti il PD, con grande senso di responsabilità, sta proseguendo la discussione che andrà avanti ininterrottamente  fino al pomeriggio  di oggi.

giu 23

Il sottosegretario Martini ha risposto oggi in commissione all’interrogazione che ho presentato il mese scorso e che riprendeva un’analoga interrogazione che non aveva mai avuto risposta del Marzo 2009.

Come temevo la risposta del Governo è stata assolutamente incompleta: i dati forniti dalle regioni non permettono purtroppo una verifica puntuale della situazione del randagismo nel nostro Paese.

Allo stesso tempo penso che il Ministero a livello centrale abbia il dovere di avere le informazioni più complete possibili per poter poi governare il fenomeno e portare le necessarie modifiche legislative: i dati riferiti dal Sottosegretario sui canili rifugio nella Regione Sicilia sono datati al 2007.

Inoltre dai dati dell’Anagrafe Nazionale non è possibile ricavare ad esempio il numero dei cani randagi che dai canili rifugio vengono dati in affidamento.

Insomma pur apprezzando la disponibilità del Sottosegretario riteniamo che anche in vista delle importanti modifiche legislative che si vogliono apportare alla normativa vigente sia necessaria una più puntuale ricognizione sullo stato dell randagismo.

Le audizioni dei vari soggetti interessati che abbiamo richiesto in Commissione Affari Sociali (Associazioni di Volontariato,  Ordine dei Medici Veterinari, Sindacati dei Medici Veterinari, Associazioni di Professionisti) potranno fornire un’utile integrazione per una visione di sistema del problema.

giu 10

La notizia non può essere derubricata come un semplice incidente di percorso.

Questa mattina la maggioranza di destra è stata battuta per ben due volte  sul provvedimento che riguarda il cosiddetto “Governo Clinico” . In origine l’obiettivo era l’introduzione di principi di qualità e competenza nella gestione della sanità nel nostro Paese ma, dopo  un anno di  discussione  in commissione, è stato stravolto dalla maggioranza riducendolo ad una banale modifica di istituti contrattuali riguardanti i Medici.  

Il voto dell’opposizione ha costretto il Governo al ritiro della proposta di legge.

Una prima riflessione sull’accaduto evidenzia la debolezza e l’ instabilità del Governo che, quando non impone il voto di fiducia, va regolarmente in crisi. E’ evidente che su molti temi  non c’è una visione comune,  i diversi punti di vista sulle azioni da intraprendere  vanno in rotta di collisione e a pagare è la capacità del Paese di avviare riforme adeguate ed incisive.  

Le assenze nella maggioranza ed il voto negativo per loro sono la riprova di un disagio interno molto grave. 

L’altra riflessione  riguarda invece il ruolo del Pd.

Quanto successo infatti non è frutto semplicemente dell’ incapacità della maggioranza di fare sintesi al suo interno, ma è stato anche grazie al lavoro del Pd che ha elaborato delle proposte che si sono rivelate vincenti.  Tra le più importanti vorrei sottolineare  quella di far tornare i Sindaci ad assumere un ruolo fondamentale nella programmazione politico sanitaria delle ASL, un progetto concepito secondo  una vera visione federalista che evidentemente ha mandato in crisi i rapporti all’interno della maggioranza.