E’ già passato un mese da quando, riportando i dati drammatici sulla cassa integrazione per Mobilità nel Veneto Orientale, avevo chiesto l’istituzione di un tavolo di concertazione da parte della Conferenza dei Sindaci che prevedesse la presenza oltre che dei primi cittadini, delle organizzazioni imprenditoriali (artigiani e industriali e cooperatori) e sindacali del territorio.
In questo mese un altro focolaio di crisi è andato ad aggiungersi a quelli già presenti e la richiesta di altri 65 licenziamenti per chiusura dello stabilimento della Dexion di Cinto Caomaggiore aggiunge preoccupazione a preoccupazione.
Bene ha fatto l’Assessore Provinciale D’Anna a chiedere l’istituzione di un tavolo a livello ministeriale: quello è il luogo dove le istituzioni e in modo particolare il Governo devono far valere le ragioni dei lavoro e dello sviluppo rispetto ad un azienda che vorrebbe chiudere senza motivazioni credibili.
E’ evidente che serve una risposta forte anche da parte della politica a livello locale.
La Conferenza dei Sindaci è il luogo dove questa risposta può arrivare magari con la richiesta della istituzione dell’ Area di Crisi per il Veneto Orientale ai sensi della normativa vigente.
Proprio per questo abbiamo sollecitato oggi con una lettera il Presidente della Conferenza dei Sindaci ad attivare al più presto il tavolo di concertazione con gli imprenditori e le organizzazioni sindacali.
Ci auguriamo che la cosa avvenga al più presto: i lavoratori, le loro famiglie, le comunità colpite corrono seri rischi sul piano della tenuta e della coesione sociale se non vi sarà una risposta autorevole e concreta da parte della politica locale e nazionale.


