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nov 09

E’ già passato un mese da quando, riportando i dati drammatici sulla cassa integrazione per Mobilità nel Veneto Orientale, avevo chiesto l’istituzione di un tavolo di concertazione da parte della Conferenza dei Sindaci che prevedesse la presenza oltre che dei primi cittadini, delle organizzazioni imprenditoriali (artigiani e industriali e cooperatori) e sindacali del territorio.

In questo mese un altro focolaio di crisi è andato ad aggiungersi a quelli già presenti e la richiesta di altri 65 licenziamenti per chiusura dello stabilimento della Dexion di Cinto Caomaggiore aggiunge preoccupazione a preoccupazione.

Bene ha fatto l’Assessore Provinciale D’Anna a chiedere l’istituzione di un tavolo a livello ministeriale: quello è il luogo dove le istituzioni e in modo particolare il Governo devono far valere le ragioni dei lavoro e dello sviluppo  rispetto ad un azienda che vorrebbe chiudere senza motivazioni credibili.

E’ evidente che serve una risposta forte anche da parte della politica a livello locale.

La Conferenza dei Sindaci è il luogo dove questa risposta può arrivare magari con la richiesta della istituzione dell’ Area di Crisi per il Veneto Orientale ai sensi della normativa vigente.

Proprio per questo abbiamo sollecitato oggi con una lettera il Presidente della Conferenza dei Sindaci ad attivare al più presto il tavolo di concertazione con gli imprenditori e le organizzazioni sindacali.

Ci auguriamo che la cosa avvenga al più presto: i lavoratori, le loro famiglie, le comunità colpite corrono seri rischi sul piano della tenuta e della coesione sociale se non vi sarà una risposta autorevole e concreta da parte della politica locale e nazionale.

mag 28

In questa settimana tre vicende importanti riguardanti  le tante crisi del lavoro che stanno attraversando la nostra Provincia hanno avuto sviluppi.

Speedline. Il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Saglia ha risposto (il testo è nella sezione “documenti“) ad un’interrogazione che avevo presentato assieme ad altri colleghi, tra i quali gli On.li Martella e Murer,  sulla continuità lavorativa presso l’Azienda di S. Maria di Sala che produce cerchi in lega per autovetture.

Nella sostanza è stato riferito dell’accordo raggiunto sul tavolo di contrattazione sindacale il 5 maggio scorso, già reso noto, con il quale la Speedline non chiude più l’impianto ma lo riconverte  alla produzione di ruote in lega leggera per un mercato di nicchia: dopo le notizie preoccupanti dei mesi scorsi una buona notizia.

Riguardo la vicenda della Pansac,  presso il Ministero del Lavoro è stato raggiunto l’accordo per la Cassa Integrazione per  275 lavoratori degli stabilimenti dell’Azienda presenti in Provincia di Venezia (Mira 158, Marghera 23 e Portogruaro 94).

Anche qui, dopo le drammatiche notizie di due settimane fa che parlavano di licenziamenti per 501 persone e la successiva mobilitazione dei lavoratori, delle forze sindacali e delle istituzioni, si è arrivati prima al ritiro dei licenziamenti e adesso alla cassa integrazione per crisi che, pur mantenendo la preoccupazione per il futuro, offre la possibilità di verificare il Piano Industriale dell’azienda con più serenità da parte dei lavoratori.

Infine nella giornata di mercoledì, mentre nelle stesse ore Ramco (la società del Qatar interessata all’acquisto della azienda) comunicava di rinunciare al progetto di acquisizione, il Governo ha risposto ad una interrogazione del PD sulla vicenda Vinyls senza dare risposte chiare in merito.

La risposta del  Ministro Vito quindi è stata  giudicata dal Capogruppo PD in Commissione Attività Produttive, On.le Vico, (documenti) del tutto insoddisfacente: l’On.le Vico  ha affermato che   ”Tocca alla presidenza del Consiglio dare risposte definitive sulle trattative con Ramco,  societa’ multinazionale araba con sede in Qatar, per l’acquisizione della societa’ petrolchimica Vinyls, attualmente in amministrazione straordinaria, e i cui impianti sono fermi dall’ottobre del 2009. Noi chiediamo che i Commissari avviino subito gli impianti e che il Governo riferisca chiaramente se Ramco e’ ancora in campo. Non si può più perdere  altro tempo”.

E’ ovvio che in questo caso deve restare in campo tutta la mobilitazione di Istituzioni, sindacati e lavoratori affinché il Governo faccia fino in fondo la sua parte, perché si possa continuare a fare una chimica moderna nel nostro Paese.

mag 18

Oggi ho partecipato, in rappresentanza dei parlamentari veneziani, al tavolo negoziale svoltosi  a Roma sulla crisi della Nuova Pansac.  Nonostante la gravità della situazione oserei esprimere grande soddisfazione per il ritiro da parte dell’azienda della procedura di mobilità richiesta per i 501 lavoratori e della decisione di chiudere alcuni stabilimenti.

Nell’incontro si è concordato di aprire un tavolo di confronto con il Ministero del Lavoro per l’eventuale uso della cassa integrazione per ristrutturazione. Si procederà inoltre alla verifica puntuale del piano industriale che l’azienda proporrà al confronto negoziale con il sindacato, le istituzioni e il Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico.

E’ evidente che questo è solo il primo passo, che la trattativa sarà difficile e complessa, ma allo stesso tempo è un risultato positivo che era atteso da molto.