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giu 14

Nei giorni della campagna  referendaria molti esponenti politici, compresi noi, tendevano a sviluppare le proprie tesi evitando di caricare i quesiti referendari di eccessivi significati politici.

I temi in discussione d’altro canto ben si prestavano ad una lettura di questo tipo e sono convinto che, al di là delle tattiche contingenti, così andava fatto: avvicinare i cittadini, spiegare i quesiti nel merito, fare in modo che andassero a votare.

Il raggiungimento del quorum del 50%, per nulla scontato fino all’ultimo, rappresenta un successo di chi si è speso per l’eliminazione delle norme sottoposte a quesito.

Ma proprio per il fatto che quelle norme sono frutto dell’azione del Governo in carica, rappresentano in modo altrettanto inequivocabile un segnale di sfiducia pesante dell’elettorato nei suoi confronti: un elettorato assolutamente trasversale che, su questioni fondamentali per il futuro della nostra società, boccia le politiche sviluppate fino ad ora dalla destra che governa.

Il PD su questi temi non si è limitato a dire di no, ma ha depositato in Parlamento proposte di legge per dire concretamente che esiste un’alternativa credibile in questo Paese.

C’è infine un altro dato  significativo che emerge da questa consultazione referendaria che vorrei evidenziare.

Chi fosse stato ai seggi in questi due giorni ha potuto vedere che a votare, soprattutto nelle ore iniziali, quelle che dovevano indicare la tendenza della partecipazione al voto, erano soprattutto i giovani.

La grande mobilitazione avvenuta su internet tramite i social network, ha vinto il boicottaggio messo in campo dalle  grandi reti televisive (Rai e Mediaset in testa) superando per la prima volta il condizionamento fortissimo che queste hanno svolto in questi anni nella politica nazionale. Un po’ come è accaduto nei Paesi del Mediterraneo investiti dalla primavera araba.

Penso che tutti noi dovremo fare sempre di più i conti con questi fenomeni, seguirli con attenzione e, come è successo in questo caso, riuscire a sviluppare informazione trasparente per una consapevole e responsabile partecipazione al voto.

mar 25

 

Cari Amici,

Domenica prossima saremo chiamati al voto per le elezioni regionali. Veniamo da settimane che hanno messo a dura prova la fiducia dei cittadini nelle istituzioni: lo scandalo degli appalti per il G8, quello della commistione tra politica e malavita che ha portato all’elezione di un Senatore del PDL  con i voti della mafia,  fino al pasticcio delle liste della  destra hanno messo in luce un gruppo dirigente in alcuni casi arrogante e scorretto, in altri  supponente e superficiale.

In Parlamento abbiamo tentato con i parlamentari del gruppo del PD di riportare l’attenzione sui temi veri che interessano i cittadini: la crisi che morde le imprese e i redditi delle famiglie, la sicurezza alla quale le famigerate ronde non danno certamente risposte (basta sfogliare la rassegna stampa di questi mesi per capire come vanno realmente le cose), il futuro dei nostri figli (con i tagli alle scuole pubbliche e a quelle private dell’infanzia) il federalismo negato dal Governo che espropria i Comuni di competenze (privatizzazione dell’acqua) e di risorse (taglio dei trasferimenti) con l’impossibilità  di dare risposta ai bisogni più urgenti dei propri abitanti. Su tutti questi temi abbiamo fatto proposte concrete con interrogazioni, progetti di legge, ordini del giorno: il Governo non risponde, si preoccupa dei processi brevi e dei legittimi impedimenti del Presidente del Consiglio, e non discute con il Parlamento mettendo il voto di fiducia su tutte le questioni più significative.

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mar 05